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Cashmere

L’idea della carezza, la sofficità sulla pelle, quel tepore uniforme che ti scalda e che ti avvolge è la “mano” del cashmere. Questa pregiata fibra tessile ha un’origine lontana, nel senso proprio geografico del termine. Il suo nome deriva dalla regione Kashmir che si trova a Nord del subcontinente indiano, fra India e Pakistan. Ma la particolarità di questo prezioso tessuto è nell’animale da cui è presa. Si tratta della capra Changthangi che vive solo nelle regioni montuose begli altipiani dell’Asia. Le condizioni climatiche, e la particolare alimentazione di questi animali permettono alla loro lana di mantenere le caratteristiche necessarie per la lavorazione della sua lana. Non tutta la lana della capra può essere utilizzata per il cashmere, la parte più sottile e fine è la peluria del sotto mantello ed è chiamato devet cioè lo strato inferiore soffice e lanoso. Per raccoglierlo si esegue una pettinatura manuale del mantello durante la stagione della muta, che avviene solitamente in primavera.
I paesi fornitori più importanti sono: Iran, Mongolia, Tibet e Afghanistan e solo una piccola parte viene prodotta anche nella piccola provincia pakistana del Kashmir.