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Settembre: il vero capodanno

Ci sono alcune certezze che non vengono mai troppo prese sul serio, ad esempio quella questione per cui un anno dura 12 mesi, ma quando mai? L’anno, quello vero, quello che poi ti ritrovi sulle spalle, che bilanci ad un certo punto dello scorrere del tempo, dura esattamente 18 mesi e il suo inizio è a settembre. L’oggettività di quanto sosteniamo è chiara già nell’etimologia della parola: Settembre da septem, cioè 7 proprio perché era il settimo mese del calendario romano, quindi la sua nona posizione è completamente e storicamente fuori luogo.

Di fatto è il mese della ripartenza, dell’applicazione dei buoni propositi, è il mese dove il passaggio climatico si fa sentire maggiormente. Le giornate si accorciano, gli impegni aumentano, ma soprattutto è il mese in cui ricominciano le scuole.

Non è certo necessario ricordare che i giovani che abitano le nostre case non si recano a scuola da circa sei mesi, e mai come nell’anno scolastico 2020/2021 questo nuovo ingresso è un passaggio epico. Allora genitori, come fare per non scappare di testa e riuscire a superare indenni questo grande grandissimo rientro?

Ecco la guida che non ti aspetti da una carta igienica, ma invece è quello che cercavi.

  1. Familiarizzare subito con i nuovi termini: spazi e distanziamento; aree di passaggio; mascherine; pulizie; misurazione temperatura; MIUR www.miur.gov.it (è essenziale tenere un filo diretto con il loro sito).
  2. Frenate l’entusiasmo: non offritevi volontari a tutte le iniziative, il genitore presente è tanto bello quanto asfissiante.
  3. Se i vostri figli non hanno fatto/finito i compiti delle vacanze, non intervenite: è molto più educativa una bella nota con conseguente punizione che suggerimenti dell’ultimo minuto.
  4. Fate una lista dell’occorrente: qualcosa avrete sicuramente già comprato, qualcosa ve lo sarete sicuramente scordato.
  5. C’è un vecchio proverbio che dice: “Il vezzo e il disvezzo duran tre giorni”, ecco niente di più falso. Per non creare traumi da rientro, partite almeno una settimana prima a modificare gli orari dei vostri figli, questa è una regola che vale dai 3 ai 18 anni.
  6. La cameretta dovrà tornare ad essere un luogo della concentrazione, uno spazio dedicato alle necessità (scolastiche) del figlio. Aiutatelo nel creare il proprio spazio, senza però imporre le vostre regole.
  7. Organizzate il guardaroba, fatelo insieme e utilizzate il metodo Kondo, sarà una liberazione per tutti e un inutile spreco di tempo per tutti.
  8. La mattina diventerà incredibilmente breve. Vi ricordate il traffico attorno a scuola? Ecco, ci risiamo.
  9. Organizzate una piccola lista di tutte le attività della famiglia, in modo che anche i figli comprendano che non sono al centro di tutto il mondo casalingo e che ognuno ha le proprie mansioni: questo aiuta l’indipendenza.
  10. Comunque vada, ricordati #Sempre che sorridere #Spesso fa bene alla salute.